Strambe contraccezioni e canti di sirene

Gli animali si accoppiano in precisi momenti dell’anno, quando la femmina è fertile, a scopo riproduttivo. Negli esseri umani, invece, gli accoppiamenti sono svincolati dal periodo di fertilità e avvengono, anzi, per la maggior parte, in momenti in cui non vi è la possibilità di concepire.  La fertilità della donna, inoltre, non è così evidente come nelle specie animali. Avete mai visto la vostra gatta quando è nel periodo fertile? I suoi movimenti, i suoni che emette, inviano chiari segnali, e il maschio avverte l’odore della femmina in calore anche a notevoli distanze.

Il fatto che non si accenda una spia rossa sulla testa della donna che avvisi che è nel periodo fertile del mese, rende più difficile trovare il momento giusto per concepire, quando si cerca una gravidanza e più facile concepire quando non la si cerca (per la legge di Murphy). Per questo, gli esseri umani, hanno da sempre cercato gli stratagemmi più disparati, per evitare le gravidanze indesiderate senza precludersi i piaceri del sesso.

In passato sono state provate le ricette più improbabili per la contraccezione femminile, tanto che in vagina è stato inserito un po’ di tutto, prima o dopo l’atto sessuale: dagli escrementi di animali, ai prodotti di origine alimentare, quali il miele, l’olio, la frutta o la verdura spremute, i distillati alcolici o l’aceto, l’acqua gelata. Anche i genitali maschili sono stati cosparsi di tutto un po’, prima che iniziassero a essere utilizzati i primi preservativi di stoffa o ricavati dalla pelle o dall’intestino di animali.

Sono stati usati anche i contraccettivi orali, antenati della attuale “pillola”, a volte composti da miscugli di erbe, altre da piante, mescolate a organi di animali.

Per fortuna i metodi contraccettivi attuali sono meno rischiosi per la salute, dato che alcuni di questi preparati, spesso lasciati sui genitali o all’interno della vagina anche per lungo tempo, potevano essere causa di gravi infezioni e danni permanenti.

Tra i metodi contraccettivi femminili più utilizzati nell’era moderna, abbiamo la pillola, la spirale, il diaframma, e tra quelli maschili il profilattico. Da qualche anno viene prodotto anche il preservativo in versione femminile e recenti studi stanno valutando la possibilità di portare sul mercato un nuovo metodo anticoncezionale unisex, il cosiddetto preservativo molecolare, che si basa sul depotenziamento degli spermatozoi attraverso l’utilizzo di sostanze chimiche presenti in natura (si tratterebbe, però, di un metodo contraccettivo non a barriera, che si limiterebbe, pertanto, a proteggere dalle gravidanze indesiderate e non dalle malattie sessualmente trasmissibili).

Ci sono poi i metodi naturali, ad esempio il controllo della temperatura basale.

Il contraccettivo da utilizzare dovrebbe essere sempre una decisione di coppia e mai essere imposto da un partner all’altro. È importante anche scegliere la strategia anticoncezionale più adatta in base alla specifica situazione: ad esempio, se si hanno rapporti occasionali si consiglia sempre l’uso del preservativo (maschile o femminile), unico metodo sicuro, attualmente, per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili, a parte l’astinenza.

Ricordate la storia di Ulisse e delle sirene? Ulisse avrebbe potuto fare due cose per salvarsi dal loro canto: la prima era di fare in modo di non sentirlo (astinenza), il secondo, che fu quello che scelse, era di non togliersi il piacere del loro canto ma “preservarsi”, facendosi legare all’albero maestro della sua nave (Nota: questa metafora è tratta da una lezione del Prof.Fabio Veglia – Università di Torino).

 

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