Educare alla sessualità tra stereotipi, tabù, media e web: la proposta francese.


“Educare è sempre più facile che rieducare”

A.S. Makarenko


L’Italia è una delle nazioni in cui si parla maggiormente di sesso, eppure, allo stesso tempo, nel nostro Paese, si stenta a riconoscere l’utilità di una buona educazione sessuale, tanto che spesso chi, come me, si occupa di promozione del benessere sessuale, si trova a scontrarsi con paure e tabù che rendono difficile la diffusione di informazioni giuste e utili su questo argomento che riguarda, peraltro, significati relazionali e sociali importantissimi.

Di sesso si discute poco, in famiglia e nelle scuole, e questo appare strano, dato che il sesso è ormai ovunque: nelle pubblicità, nelle trasmissioni, sui giornali, nei film, su internet. La curiosità verso il sesso non può essere fermata con il vuoto educativo, in quanto i nostri ragazzi, soprattutto nel periodo della pubertà, hanno un grande interesse verso le cose della sessualità e se non c’è nessuno che risponda ai loro quesiti e dubbi, la risposta se la cercheranno da soli e spesso, quella che troveranno, sarà sbagliata.

Si cerca in rete, si guardano immagini esplicite, e questo può creare, nella testa di bambini e adolescenti, una grande confusione, li può portare ad acquisire degli stereotipi negativi, nonché far sì che spesso il sesso e la pornografia vengano da loro sovrapposti, senza che le questioni affettive, personali e relazionali della sessualità siano tenute in considerazione.

Recentemente, in Francia, si sta riflettendo sull’istituire nelle scuole medie “l’ora di pornografia”. Il Presidente Macron ritiene che sia importante, in questi tempi in cui la tecnologia è a portata di mano di tutti i ragazzi e spesso il primo approccio alla sessualità avviene attraverso la consultazione di video pornografici ampiamente disponibili sul web, informare e formare sulla sessualità e far comprendere che ciò che viene trasmesso da questo materiale è molto lontano dalla realtà e non prende in considerazione aspetti relazionali ed affettivi fondamentali per il benessere sessuale. La pornografia costruisce e mantiene stereotipi di genere errati, mostrando spesso una sessualità violenta e di sopraffazione verso la donna e l’ideale di maschio dominante e performante. Un’analisi educativa di questi contenuti potrebbe dunque aiutare i ragazzi a costruire una visione positiva e rispettosa della sessualità e ad acquisire una capacità critica sui contenuti diffusi dalla rete.

Il sesso è importantissimo nella nostra vita e crescere con falsi miti e conoscenze distorte può creare, nel futuro dei ragazzi, problemi fisici, psicologici e relazionali di grande impatto esistenziale. Il modo in cui la sessualità è conosciuta fa la differenza su come i ragazzi la vivranno da adulti e si porranno in relazione con loro stessi e con gli altri.

Conoscere il sesso come qualcosa di bello e pulito, sapere come evitare i rischi associati ai rapporti non protetti, conoscere i principali metodi contraccettivi, il loro utilizzo e il loro grado di protezione, sapere quali sono le regole per vivere una sessualità scevra da costrizioni, conoscere e rispettare il proprio corpo e quello degli altri, sono tra le cose che una buona educazione alla sessualità e all’affettività dovrebbe insegnare.

Educare significa fornire ai nostri figli gli strumenti necessari per crescere bene, e questo non può essere fatto, se continuiamo a evitare di parlare loro di sessualità.

Qual è l’età giusta per fare educazione sessuale? Ogni età è quella giusta, perché i bambini e gli adolescenti sono esposti alla sessualità ogni giorno. Graffiti sui muri, televisione, giornali, internet, la sessualità è ovunque, ma è gettata nelle mani di chi ancora non la conosce, spesso in modo assolutamente distaccato dal reale.

Quando si evita di parlare di sessualità, sperando che tutto vada bene, pensando che le “cose brutte” succedano solo agli altri e non a noi, si sta commettendo un grave errore: lascereste che vostro figlio guidasse la macchina senza aver mai fatto delle lezioni di scuola guida? No? E perché? Non basta forse immaginare come si usano acceleratore, freno e frizione per essere capaci a guidare? Perché allora lasciamo che i ragazzi siano ogni giorno a contatto con la sessualità senza spiegare loro che cos’è e lasciando che deducano o immaginino il modo di viverla solo attraverso le informazioni, spesso distorte, che i media e il web trasmettono?

Quando nasciamo, siamo predisposti all’apprendimento del linguaggio. Eppure sono l’esperienza, la relazione, l’istruzione, che ci permettono di imparare a parlare e a scrivere. Allo stesso modo, nasciamo con la predisposizione a desiderare, eccitarci e fare l’amore, ma queste capacità innate devono essere sviluppate attraverso dei processi di apprendimento. L’apprendimento inizia molto precocemente, con la scoperta dei genitali e delle sensazioni che trasmettono, già in tenera età. L’eccitazione è qualcosa che si prova molto prima dello sviluppo sessuale della pubertà, addirittura è stato scoperto che avviene già nel ventre materno. Eppure questo processo naturale è ancora qualcosa che crea vergogna e imbarazzo, e viene gestito attraverso la censura e la negazione.

L’educazione sessuale è importante anche per fare prevenzione rispetto ai disturbi sessuali. Molti disturbi sessuali sono, infatti, dovuti alla scarsa conoscenza del proprio corpo o del funzionamento della risposta sessuale. La nostra conoscenza della sessualità, infatti, è ancora molto ridotta; nonostante, come dicevamo, la sessualità sia ovunque, appare ancora densa di segreti, falsi miti, informazioni distorte o parziali.

Conoscere la sessualità, essere informati, essere educati a come viverla nel migliore dei modi, ne snatura il senso? No, in quanto, spesso, la spontaneità e naturalezza con cui facciamo le cose, deriva da un periodo pregresso di apprendimento, di sperimentazione. E poi, per quanto se ne parli o per quanto la si conosca, la sessualità sarà sempre una scoperta e una sorpresa.

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