L’alfabeto del sesso: A – Autoerotismo

Definizione

L’autoerotismo consiste in un comportamento sessuale nel quale un soggetto stimola il proprio corpo per ottenere piacere e soddisfacimento, senza la partecipazione di altre persone.

Un comportamento autoerotico tipico è la masturbazione, una pratica erotica utilizzata al fine di procurarsi piacere sessuale e orgasmo senza un rapporto sessuale completo.

Origine del termine

Il termine autoerotismo è stato coniato da Havelock Ellis, che fu uno dei fondatori della sessuologia.

Ellis definì l’autoerotismo come dei “Fenomeni di emozione sessuale spontanea prodotti in assenza di qualsiasi stimolo esterno, sia diretto che indiretto”.

Autoerotismo nell’infanzia e nell’adolescenza

L’autoerotismo è una pratica di esplorazione del proprio corpo e delle proprie sensazioni molto importante, che avviene fin dalle fasi precoci della vita, durante l’infanzia.

Alcune persone, crescendo, tendono ad abbandonare questa esplorazione e questo piacere individuale, per svariati motivi, molti dei quali legati ad una educazione sessuale famigliare rigida o ad aspetti di tipo morale o religioso.

L’autoerotismo infantile, a volte, causa disagio negli adulti e spinge i genitori a rimproverare i bambini. Questi rimproveri spesso riportano all’idea di “sporco”, “sbagliato”, “vergognoso”, con il rischio di compromettere lo sviluppo di una sessualità positiva nell’età adulta.

È importante spiegare ai bambini che toccarsi non è sbagliato o vergognoso ma ci sono luoghi giusti e luoghi sbagliati in cui farlo. Va bene farlo quando si è da soli, nella propria stanzetta ad esempio, ma non a scuola, o di fronte ad altre persone.

L’educazione sessuale parte dalla famiglia e dovrebbe essere trasmessa in modo naturale. Non c’è differenza tra educare a non giocare a palla in casa o a non mettersi le dita nel naso in pubblico e a non toccarsi a scuola.

Spesso, però, il problema è legato a un difficile vissuto o a un imbarazzo dell’adulto nei confronti della sessualità. Ciò conduce a problemi e difese che non permettono di affrontare questi temi con serenità insieme ai propri figli.

Durante l’infanzia l’autoerotismo consiste nella prima conoscenza del proprio corpo da parte del bambino, ma anche in una forma di autoconsolazione e di gioco.

In adolescenza, invece, l’autoerotismo aiuta a rispondere a degli stimoli biologici e ai cambiamenti del corpo e a conoscere le proprie sensazioni per avvicinarsi alla propria e altrui sessualità.

Autoerotismo nell’età adulta

L’utilizzo o non utilizzo dell’autostimolazione a livello sessuale in età adulta può dipendere da fattori diversi e può rappresentare un comportamento normale così come patologico:

Non masturbarsi è un problema

Esistono persone che non si masturbano perché vivono la sessualità in modo negativo e associano all’autoerotismo emozioni quali la paura, il disgusto, il senso di colpa.

Non masturbarsi non è un problema

Altre persone, al contrario, non si masturbano semplicemente perché preferiscono il piacere condiviso con l’altro. In questo caso si tratta di una scelta e preferenza personale che nulla ha che vedere con un disagio.

Un tempo la masturbazione era considerata una pratica sbagliata, vergognosa, ed è stata demonizzata, tanto che si sono creati molti falsi miti sui danni che poteva provocare alla salute.

Oggi si assiste a una sorta di ribaltamento di questa visione, per cui sembra che chi non si masturba abbia qualcosa che non va, non sia normale o sia strano.

Invece, semplicemente, l’assenza di autoerotismo può essere una scelta, legata alla preferenza verso altri metodi di soddisfazione più “sociali” (sessualità di coppia).

Masturbarsi è un problema

La masturbazione diventa patologica quando dà disagio, non è finalizzata al piacere ed è compulsiva, cioè fuori controllo. In questi casi è bene chiedere un aiuto specialistico, per identificare le origini del problema e tornare a vivere con serenità la propria vita sessuale.

Masturbarsi non è un problema

Chi continua a praticare l’autoerotismo in età adulta non necessariamente è impossibilitato ad una sessualità relazionale o insoddisfatto della sessualità di coppia.

Il piacere a due non esclude il piacere individuale.